20 | 05 | 2013

Scheda allevamento - Elaphe guttata

Elaphe guttataDistribuzione: L'Elaphe guttata guttata è diffusa nel Sud-Est degli Stati Uniti d'America. Esiste un'altra sottospecie di E. guttata, l'Elaphe guttata emoryi, distribuita nella parte più occidentale del range geografico della specie. Alcuni poi considerano l'Elaphe guttata delle Florida Keys come una sottospecie a parte, denominata Elaphe guttata rosacea.

Caratteristiche: I neonati alla nascita misurano 25-35 cm, mentre un esemplare adulto varia dai 75 ai 150 cm, con una media intorno ai 100-120 cm ed un peso compreso tra i 250 ed i 400 grammi.

ILTERRARIO

Raggiungendo dimensioni abbastanza contenute un esemplare adulto può essere tranquillamente sistemato in un terrario delle dimensioni di 70x35x35 cm. Per un neonato è sufficiente uno spazio di 30x20x20 cm. Ovviamente va benissimo anche uno spazio più grande, ma in ogni caso bisogna prestare la massima attenzione nel prevenire ogni tentativo di fuga dell'animale. Soprattutto i neonati riescono ad infilarsi in spazi piccolissimi; controllate quindi che il coperchio del terrario sia ben chiuso e che i fori di aerazione non superino i 3-4 mm di diametro. Vi assicuro che non è una sensazione piacevole tornare a casa la sera e vedere il terrario vuoto...
Per ciò che riguarda il substrato sul quale far vivere il vostro animale, ne possono essere usati di diversi tipi. Senza dubbio la soluzione più pratica, ma forse la meno bella, è quella di utilizzare del semplice giornale o della carta assorbente da cucina. Una soluzione più elegante è la corteccia di pino, in scaglie grandi o piccole, oppure quella di faggio. Entrambe si trovano sia nei negozi specializzati sia in quelli di prodotti zootecnici.
E' preferibile non usare sabbia o torba molto fina che potrebbero causare problemi respiratori al vostro animale; mentre è assolutamente da evitare la corteccia di cedro, contenente sostanze altamente tossiche.
Altro elemento fondamentale nell'allestimento del terrario è quello di fornire una tana al vostro serpente. L'Elaphe guttata è un animale notturno, quindi durante il giorno ha bisogno di stare in un posto riparato. E' quindi indispensabile che mettiate uno o, meglio ancora, due tane nel terrario, una nella parte più calda e l'altra nella parte più fresca dell'ambiente.
Si possono utilizzare delle casette in legno, in plastica, in cartone, dei tronchetti d'albero cavi, insomma qualsiasi cosa possa fornire un riparo. Ricordate in ogni caso che all'animale interesserà ben poco il valore estetico dell'allestimento.

IL RISCALDAMENTO

L'Elaphe guttata vive in ambienti temperato-caldi, quindi anche in terrario devono essere fornite queste condizioni climatiche. La temperatura diurna dovrebbe aggirarsi intorno ai 25-30°, quella notturna non dovrebbe scendere sotto i 20°. Sarebbe ancora meglio se una parte del terrario raggiungesse i 32°, in modo che l'animale vi si possa recare, al bisogno per favorire la digestione.
Per ottenere queste temperature si possono utilizzare diverse soluzioni: a mio parere quelle migliori, nel rapporto qualità-prezzo, sono rappresentate da un cavetto riscaldante da 15-25 W posto al di sotto del substrato o a contatto con la base del terrario (quindi anche esternamente), oppure una piastra riscaldante, sempre da 15-25 W.
Possono andare bene anche le lampade ad incandescenza (basking spot), o le lampade in ceramica (ottime ma piuttosto costose), ma abbiate cura di evitare che l'animale arrivi a contatto diretto con queste fonti di calore, onde evitare scottature ed ustioni.
Tenete inoltre sempre presente che se è vero che una temperatura troppo bassa dell'ambiente porta ad una cattiva digestione dell'animale, è altrettanto vero che una temperatura uniformemente alta può portare a conseguenze letali.
Qualsiasi metodo di riscaldamento abbiate deciso di utilizzare, è comunque indispensabile che all'interno del terrario vi sia un gradiente termico, cioè una differenza di temperatura tra una parte e l'altra dell'ambiente, in modo che l'animale posso liberamente scegliere il posto in cui stare.
Insomma, l'Elaphe guttata si adatta facilmente a temperature piuttosto varie, inoltre non richiede altra fonte d’illuminazione se non quella presente normalmente in una qualsiasi abitazione. Nei mesi più caldi spegnete del tutto il riscaldamento e, a meno che non viviate in posti freddissimi, lasciate l’animale a temperatura ambiente, sia di giorno che di notte.

L'ALIMENTAZIONE

L'Elaphe guttata è uno degli ofidi che in cattività si nutre con maggior voracità. Una dieta esclusivamente a base di topi da laboratorio (Mus musculus) sarà perfetta per il vostro serpente.
I neonati vanno nutriti più spesso degli adulti, ogni 4-7 giorni, con uno o due topini senza pelo (pinkies).
Con il passare del tempo si aumenteranno le dimensioni delle prede e si allungheranno gli intervalli tra un pasto e l'altro. Un esemplare adulto può cibarsi di un ratto di piccole-medie dimensioni (o di due-tre topi adulti) ogni 10-15 giorni.
Il criterio fondamentale da rispettare è quello di alimentare l'animale con una preda di grandezza tale che, una volta ingerita, crei nello stomaco una massa ben visibile, ma non di eccessive dimensioni.
Dopo essersi nutrito, probabilmente l'animale se ne tornerà nella sua tana, dove passerà uno o due giorni. Dopodiché, lo vedrete di nuovo aggirarsi nel terrario, e una volta defecato, sarà pronto per un altro pasto.
E' praticamente impossibile rendere obesa un'Elaphe guttata neonata o sub-adulta, ma fate attenzione che, una volta adulto, si rischia di sovralimentare l'animale e di conseguenza di accorciare la sua vita, sovraccaricando l'organismo di eccessivi grassi.
Va detto inoltre che alcuni esemplari possono smettere di mangiare per un periodo più o meno lungo. Ciò può avvenire per diversi motivi, ma quello più ricorrente è dovuto ad uno sbagliato allestimento del terrario, in particolare a causa di temperature troppo basse.
A volte capita poi di imbattersi in neonati particolarmente restii a cibarsi. In questo caso si può mettere in atto qualcuno dei trucchetti che vi illustrerò qui di seguito. Non preoccupatevi assolutamente se il vostro animale salta qualche pasto, ma solamente se rifiuta il cibo per un periodo di tempo più lungo, come ad esempio tre o più settimane.
E' opportuno partire dal punto 1, se questo metodo non dovesse funzionare, passate al punto 2, etc...

  1. Provate ad offrire una preda viva durante la notte.
  2. Se l'Elaphe non accetta una preda viva, provate con una morta.
  3. Mettete la preda e l'Elaphe in un piccolo contenitore, in modo che il serpente possa notare più facilmente il topolino.
  4. Provocate il serpente, facendo urtare la preda sul muso dell'Elaphe, in modo da stimolarlo all'attacco.
  5. Una volta ucciso il topo, fategli con un ago un piccolo foro sulla testa, in modo che esca un po' di liquido cerebrale, poi offritelo al serpente (lo so che è un’operazione abbastanza disgustosa, però vi posso assicurare che è un metodo che funziona quasi sempre).
  6. Strofinate il muso del serpente su questo liquido e lasciate il serpente e la preda in un piccolo contenitore.
  7. Provate ad offrire all'Elaphe una lucertolina, prima viva, poi morta.
  8. Se la vostra Elaphe ancora non si decide a mangiare, onde evitare un eccessivo deperimento, non vi rimane altra scelta se non quella di imboccarla (force-feeding). Si tratta di una operazione piuttosto complicata, che può causare seri danni all'animale, quindi sconsiglio a chi non abbia già esperienza di utilizzare tale metodo. Rivolgetevi a qualche persona esperta oppure ad un veterinario.

Prima che vi spaventiate voglio comunque rassicurarvi dicendovi che la stragrande maggioranza delle Elaphe guttata si ciba spontaneamente e senza alcun problema.

RIPRODUZIONE

L’Elaphe guttata è uno degli ofidi che più facilmente si riproduce in cattività. E’ opportuno comunque osservare alcune regole prima di tentare la riproduzione dei vostri animali.
Prima di tutto è fondamentale che gli esemplari che si intende accoppiare abbiano una dimensione non inferiore agli 85-90 cm, un peso di almeno 300 g, un’età non inferiore a due anni e godano di ottima salute. Non tenendo presente anche solo uno di questi dati si corre il rischio che la femmina non riesca a portare avanti la gestazione, o che al momento della deposizione non riesca ad espellere tutte le uova (distocya).
Per stimolare l’istinto riproduttivo dell’Elaphe guttata bisogna cercare di ricreare in cattività le stesse condizioni che sono presenti nell’ambiente naturale in cui essa vive.
Intorno alla metà di novembre si dovrà sospendere l’alimentazione e, dopo un paio di settimane, a digestione sicuramente avvenuta, si comincerà ad abbassare gradualmente la temperatura in modo che, dopo una ulteriore settimana, si saranno raggiunti i 15° gradi.
Tenendo gli animali dei due sessi separati l’uno dall’altro, riducete gradatamente le ore di esposizione alla luce, fino ad ottenere un buio quasi completo.
Questo periodo di latenza (brumazione) dovrebbe durare due o tre mesi, durante i quali è necessario che gli animali siano separati, che abbiano continuamente acqua pulita a disposizione e che siano mantenuti sotto costante osservazione, senza però essere disturbati eccessivamente.
A partire da metà febbraio-inizio marzo si innalzerà nuovamente la temperatura, in modo in un paio di settimane raggiunga di nuovo i 25-28°. Andranno aumentate, inoltre, le ore di esposizione alla luce, fino ad ottenere un normale fotoperiodo. Si riprenderà quindi l’alimentazione, dapprima con piccole prede, aumentandone successivamente le dimensioni. Nel periodo a seguire sarà importante nutrire in modo abbondante gli animali, soprattutto le femmine, in modo che possano affrontare la gestazione in piena forma fisica.
Tutti questi sforzi nel cercare di riprodurre il più fedelmente possibile l’arrivo della stagione riproduttiva, la primavera, faranno sì che, dopo la prima muta post-brumazione, gli esemplari di sesso femminile sprigioneranno attraverso la pelle gli ormoni della riproduzione, i feromóni. A questo punto basterà introdurre la femmina nel terrario del maschio per assistere quasi automaticamente all’accoppiamento, durante il quale il maschio inserisce uno dei suoi due organi sessuali (emipeni), nella cloaca della femmina.
L’accoppiamento vero e proprio, preceduto da una breve fase di corteggiamento in cui il maschio si muove freneticamente vicino alla femmina, sfiorandola con il muso, per poi allineare il suo corpo a quello della femmina, dura dai 10 ai 45 minuti. Generalmente basta un solo accoppiamento per avere sufficienti garanzie di successo, per maggior sicurezza è comunque opportuno reinserire la femmina nel terrario del maschio, per un paio di volte e ad intervalli di tre giorni.
Le femmine gravide continuano a nutrirsi voracemente per le prime 4-5 settimane successive all’accoppiamento. Dopo questo periodo il loro appetito cala drasticamente fino a cessare totalmente. Avvenuta la muta è necessario inserire nel terrario un contenitore opaco (come una scatola in plastica parzialmente forata), sul cui fondo deve essere distribuito uno strato di vermiculite umida (in proporzione 1:1 con l’acqua) di 4-5 cm. E’ qui che, usualmente durante la notte, la femmina depone le uova, in numero variabile da 10 a 30, in funzione del peso e dell’età dell’animale.
Raccogliete le uova senza capovolgerle o staccarle l’una dall’altra e sistematele in una incubatrice dentro una scatola simile a quella in cui è avvenuta la deposizione. Mantenete una temperatura costante di 26-28° controllando che ci sia sempre un grado di umidità intorno al 90%. Dopo 55-65 giorni, le uova si schiudono, cosa che può protrarsi anche per 3-4 giorni. Lasciate che i neonati escano spontaneamente dall’uovo, a volte possono passare fino a 24 ore prima che il piccolo, dopo aver forato il guscio con un piccolo dente situato sul muso si decida ad uscire completamente.
I neonati andranno sistemati in piccoli box, meglio se tenuti singolarmente per meglio verificarne i comportamenti. Dopo la prima muta, che avviene una o due settimane dopo la nascita, offrite loro un topino appena nato. Nel caso in cui non si dovessero cibare immediatamente ripetete l’operazione a distanza di 5 giorni per altre 4-5 settimane, provando, se è il caso, alcuni dei consigli suggeriti nella parte riguardante l’alimentazione.