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Scritto da Davide Cestonaro
(dal Bollettino APAE - Anno 16 n. 3 - Luglio/agosto 2003)
Ci siamo, con questo numero iniziamo a parlare in modo specifico dei rettili del Madagascar. Il primo problema che mi si presenta, vista la quantità di rappresentanti degni, è scegliere con chi partire…mah!
Ok, deciso, partirò con uno dei miei preferiti, il Boa madagascariensis: vero “gigante” (tra i serpenti) del Madagascar. Come dicevo, questo è un serpente dalle dimensioni generose, raggiungendo facilmente i 3 metri di lunghezza e i 20 kg di peso!
Vive rintanato in qualche anfratto nel terreno durante il giorno ed esce all’imbrunire per cacciare nelle foreste pluviali del nord e dell’est dell’isola, un’isola particolarmente delicata per quanto riguarda l’ambiente naturale che, da diversi anni, viene sistematicamente distrutto per realizzare aree coltivabili a loro volta sfruttate per pochi anni e poi abbandonate Per questo, e per altri motivi, il Boa madagascariensis è protetto dalla convenzione di Washington ed inserito nell’allegato A della lista CITES, quindi ne è proibita la cattura. Gli unici esemplari che si possono acquistare sono quelli riprodotti in cattività da pochi appassionati che dedicano molte delle loro risorse per rendere possibile un sogno; si, un sogno, perché sono tra gli animali più difficili da riprodurre e, quando le cose vanno bene, si possono vedere nascere non più di 5/6 cuccioli, naturalmente non senza aver aspettato più di 5 anni per avere i riproduttori sessualmente maturi.
La loro livrea, che presenta un colore di fondo marrone scuro, offre tutte le tonalità di marrone chiaro e sabbia con particolari di giallo e rosa brillanti nella regione della testa e del collo; la testa ha un colore che va dal grigio al marrone scuro e presenta grandi placche che facilitano la distinzione dall’altro Boa terricolo dell’isola: il Boa Dumerili. Veniamo ora al punto che più interessa agli appassionati: il mantenimento in cattività e la riproduzione; per quanto riguarda il primo punto è sufficiente rifarsi alle esigenze dei più comuni Boa del Centro America con temperature che variano dai 29/30° diurni e 24/25° notturni con umidità tra 70 e 80 %. Il terrario non deve essere inferiore al m
etro e mezzo di lunghezza per almeno un’ottantina di centimetri di profondità, mentre un’altezza di 60 cm è sufficiente. Ai piccoli appena nati dovranno essere presentati topi di medie dimensioni , possibilmente già morti , ogni 4/6 giorni mentre agli adulti si potranno dare ratti jumbo o anche qualche bel coniglio ogni 20/30 gg.
La riproduzione, come vi dicevo in precedenza, non è cosa semplice e necessita anzitutto di un gruppo composto di almeno 2 maschi (e una femmina…..) con non meno di 5 anni d’età, piuttosto robusti ma non grassi, ai quali sarà imposto un periodo di 6/7 settimane con temperature giornaliere di 23° e notturne di 18°. Tutto questo dovrebbe essere sufficiente ma non sempre produce i risultati sperati. Personalmente ho notato che sono animali molto schivi, non si fanno maneggiare cercando di divincolarsi in tutti i modi (chi avesse un Boa constrictor constrictor sa di cosa parlo), necessitano di un terrario ove vi sia un rifugio che consenta loro di nascondersi evitando di rovinarsi il muso contro le pareti cercando solo un po’ di tranquillità. Vi garantisco che questi pochi accorgimenti possono consentirne l’allevamento anche a persone non proprio espertissime.